La Cina compra ogni ribasso dell'Oro: il nuovo equilibrio del mercato è già iniziato?

La Cina continua ad acquistare Oro durante ogni ribasso

La Cina sta rafforzando la propria posizione nel mercato dell'Oro acquistando metallo fisico in occasione delle correzioni dei prezzi. Secondo l'investitore e autore Willem Middelkoop, questo comportamento rientra in una strategia di lungo periodo finalizzata ad accumulare riserve prima di un eventuale nuovo ciclo rialzista.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Kitco News, Middelkoop sostiene che il cosiddetto “reset” del sistema monetario globale non rappresenti un evento improvviso, ma un processo già in atto, destinato a modificare progressivamente gli equilibri del mercato dell’Oro.

Pur trattandosi di una sua interpretazione personale, numerosi dati di mercato confermano che la domanda asiatica di Oro fisico continua a crescere.

Importazioni record di Oro in Cina e Hong Kong

Uno dei segnali più significativi arriva dai flussi commerciali.

Nel mese di giugno Hong Kong ha registrato importazioni superiori a 130 tonnellate di Oro, il volume mensile più elevato dalla fine del 2014. L’incremento è legato sia all’avvio del nuovo sistema di clearing dei lingotti sia all’aumento della domanda proveniente dalla Cina continentale.

Anche la Cina ha registrato il livello più elevato di importazioni degli ultimi due anni, approfittando della temporanea correzione delle quotazioni internazionali per incrementare gli acquisti di lingotti destinati sia agli investitori sia agli istituti bancari.

La domanda di Oro fisico supera quella speculativa

L’elemento che emerge con maggiore evidenza è il crescente interesse verso il possesso diretto del metallo.

A differenza dei futures o degli strumenti finanziari collegati all’Oro, i lingotti acquistati da banche, investitori istituzionali e operatori di lungo periodo vengono generalmente sottratti alla normale circolazione del mercato.

Se questa dinamica dovesse proseguire, la disponibilità di Oro fisico potrebbe ridursi progressivamente, aumentando la sensibilità dei prezzi a eventuali nuove ondate di domanda.

La Cina limita il trading di Oro cartaceo

Un altro elemento osservato dagli analisti riguarda la decisione di alcune grandi banche cinesi di sospendere l’accesso degli investitori retail ai prodotti negoziati sulla Shanghai Gold Exchange.

Secondo Willem Middelkoop, questa scelta avrebbe l’obiettivo di incentivare il possesso di Oro fisico rispetto agli strumenti finanziari con leva.

Le autorità cinesi non hanno confermato questa interpretazione, ma la tempistica coincide con altre iniziative che puntano a rafforzare il mercato dei lingotti.

Le riforme che favoriscono il mercato dell’Oro

Negli ultimi mesi sono emersi diversi cambiamenti strutturali che potrebbero sostenere la domanda di Oro nel lungo periodo.

I principali fattori

  • crescita delle importazioni di Oro fisico;
  • avvio del nuovo hub di clearing dei lingotti a Hong Kong;
  • sviluppo di riforme previdenziali che potrebbero aumentare gli investimenti in Oro;
  • maggiore attenzione verso la detenzione diretta del metallo.

Nel loro insieme questi elementi sembrano indicare una progressiva transizione dalla speculazione finanziaria verso il possesso fisico dell’Oro.

Le banche centrali continuano ad accumulare Oro

Parallelamente alla strategia cinese, anche le banche centrali mantengono elevato il ritmo degli acquisti.

Tra il 2022 e il 2024 gli acquisti ufficiali hanno superato le 1.000 tonnellate annue, mentre nel 2025, pur registrando un lieve rallentamento, sono rimasti ampiamente superiori alle medie storiche.

L’incremento delle riserve auree è stato favorito dall’aumento delle tensioni geopolitiche, dalle sanzioni economiche e dalla necessità di diversificare gli asset di riserva.

L’Oro supera i Treasury come principale riserva

Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea, nel 2025 l’Oro ha superato i Treasury statunitensi diventando il principale asset di riserva mondiale in termini di valore di mercato.

Questo risultato riflette sia l’aumento delle quotazioni sia la continua domanda proveniente dalle banche centrali di numerosi Paesi.

Il “reset” del mercato dell’Oro è davvero iniziato?

Secondo Middelkoop il cambiamento non avverrà attraverso un improvviso ritorno al gold standard.

Il nuovo equilibrio si starebbe invece formando gradualmente grazie alla crescente presenza dell’Oro nei bilanci delle banche centrali e alla progressiva riduzione del metallo disponibile sul mercato.

Si tratta di una tesi che trova riscontro nell’aumento degli acquisti istituzionali, pur non potendo confermare le sue previsioni più ambiziose sui prezzi.

Le previsioni sull’Oro restano opinioni personali

L’investitore ipotizza che nel lungo periodo l’Oro possa raggiungere quotazioni comprese tra 14.000 e 15.000 dollari l’oncia, mentre l’argento potrebbe arrivare a 500 dollari.

Si tratta però di valutazioni personali che non rappresentano il consenso degli analisti e che non trovano conferma nei dati ufficiali.

Anche le stime sull’entità delle riserve auree effettivamente controllate dalla Cina rimangono prive di verifiche indipendenti.

Cosa potrebbe sostenere il prezzo dell’Oro nei prossimi anni

L’andamento dell’Oro continuerà a dipendere da numerosi fattori macroeconomici, tra cui:

  • politica monetaria della Federal Reserve;
  • andamento dei tassi di interesse statunitensi;
  • inflazione;
  • rendimento dei Treasury;
  • forza del dollaro.

Tuttavia, se la domanda asiatica continuerà a sottrarre grandi quantità di lingotti al mercato e le banche centrali manterranno elevato il ritmo degli acquisti, l’offerta disponibile potrebbe ridursi progressivamente.

In questo scenario, eventuali nuovi flussi di investimento provenienti dai fondi ETF e dagli investitori istituzionali occidentali potrebbero esercitare un impatto più marcato sulle quotazioni rispetto al passato.

Il mercato fisico diventa sempre più centrale

L’evoluzione del mercato dell’Oro sembra evidenziare un cambiamento importante. Sempre più analisti osservano con attenzione i flussi di metallo fisico diretti verso l’Asia, considerandoli un indicatore più significativo rispetto al solo posizionamento speculativo sui futures del COMEX.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi, il mercato dell’Oro potrebbe entrare in una nuova fase, nella quale la disponibilità effettiva di lingotti fisici avrà un peso crescente nella formazione dei prezzi, modificando gli equilibri che hanno caratterizzato il settore negli ultimi vent’anni.

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