Oro, Banca Mondiale: prezzi in calo nel 2027 ma ancora elevati

Perché la Cina sta comprando sempre più Oro? La strategia di banche centrali e risparmiatori

La Cina sta accelerando gli acquisti di Oro su due fronti: da un lato la Banca Popolare Cinese continua ad aumentare le proprie riserve ufficiali, dall'altro milioni di famiglie stanno investendo in lingotti, monete ed ETF sul metallo prezioso. Dietro questa corsa all'Oro ci sono ragioni economiche, finanziarie e geopolitiche: la debolezza della Borsa, la crisi del mercato immobiliare, la necessità di diversificare rispetto al dollaro e la ricerca di un bene rifugio capace di preservare il potere d'acquisto.

L’Oro conquista i risparmiatori cinesi

Nei negozi di Pechino, soprattutto in prossimità delle principali festività, sempre più clienti scelgono piccoli lingotti e monete invece dei tradizionali gioielli. È il riflesso di una tendenza che si sta diffondendo in tutto il Paese: l’Oro viene considerato uno strumento per proteggere il patrimonio in un periodo di incertezza economica.

Per molte famiglie la motivazione è semplice. Quando gli investimenti tradizionali perdono attrattiva, cresce la ricerca di asset capaci di conservare valore nel tempo.

Secondo il World Gold Council, due fattori hanno favorito questa svolta:

  • la persistente debolezza del mercato azionario cinese;
  • le difficoltà del settore immobiliare, alle prese con debito elevato, eccesso di offerta e prezzi in calo.

In questo contesto, il metallo prezioso è diventato un’alternativa sempre più popolare.

Lingotti, monete ed ETF: cresce la domanda di investimento

I numeri confermano il cambiamento delle abitudini di investimento.

Secondo la China Gold Association, nella prima metà del 2026 le vendite di lingotti e monete d’Oro sono aumentate del 28,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche gli strumenti finanziari collegati al metallo stanno registrando una forte crescita. Gli ETF sull’Oro quotati in Cina hanno attirato afflussi per circa 27 miliardi di yuan nel terzo trimestre, mentre le riserve complessive detenute da questi fondi hanno raggiunto il record di 304 tonnellate alla fine di settembre.

Per Thu Lan Nguyen, responsabile della ricerca sulle materie prime di Commerzbank, questa tendenza riflette la volontà degli investitori di trovare alternative capaci di preservare il valore dei propri risparmi.

La Banca Popolare Cinese continua ad accumulare Oro

Parallelamente agli acquisti delle famiglie, anche la banca centrale sta rafforzando le proprie riserve.

A settembre, la People’s Bank of China ha acquistato altre 23 tonnellate di Oro, registrando il 23° mese consecutivo di acquisti netti. Si tratta inoltre del maggiore incremento mensile dall’ottobre 2023.

Nel complesso:

  • 63 tonnellate sono state acquistate nel terzo trimestre;
  • 103 tonnellate nei primi nove mesi del 2026.

Le riserve ufficiali hanno raggiunto circa 2.410 tonnellate, pari all’8,5% delle riserve valutarie complessive, rispetto al 5,5% registrato alla fine del 2024.

Diversificare dal dollaro senza abbandonarlo

Uno degli obiettivi principali della strategia cinese è ridurre gradualmente la dipendenza dagli asset denominati in dollari, mantenendo al tempo stesso un portafoglio di riserve più equilibrato.

Secondo le analisi riportate da Al Jazeera e dal World Gold Council, le autorità di Pechino considerano l’Oro uno strumento utile per diversificare il rischio legato ai Treasury statunitensi e alle incertezze della finanza globale.

Il contesto contribuisce a spiegare questa scelta. Il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato i 40 trilioni di dollari, mentre il Congressional Budget Office prevede un ulteriore aumento del rapporto debito/PIL nel prossimo decennio.

Per gli esperti, tuttavia, questa strategia non rappresenta un abbandono del dollaro, bensì una gestione più prudente delle riserve.

Sicurezza finanziaria e geopolitica rafforzano il ruolo dell’Oro

L’accumulo di Oro risponde anche a esigenze di sicurezza economica.

Le tensioni geopolitiche, l’incertezza fiscale internazionale e la volatilità dei mercati hanno spinto molte banche centrali a rafforzare le proprie riserve di metallo prezioso come forma di protezione contro possibili shock futuri.

Secondo Thu Lan Nguyen, l’acquisto di Oro da parte delle banche centrali va interpretato soprattutto come una strategia di gestione del rischio, più che come una sfida immediata all’ordine monetario internazionale.

La Cina non è l’unico Paese ad aumentare le riserve auree

La corsa all’Oro non riguarda soltanto Pechino.

Secondo il World Gold Council, anche altre economie emergenti stanno incrementando le proprie riserve.

Tra gli esempi più significativi:

  • Polonia: 31 tonnellate acquistate nel primo trimestre e altre 8 tonnellate a luglio.
  • India: riserve mantenute intorno a 880,5 tonnellate dalla metà del 2025.

Nonostante il ritmo sostenuto degli acquisti, la Cina rimane ancora lontana dagli Stati Uniti, che continuano a detenere circa 8.133 tonnellate di Oro, oltre tre volte superiori alle riserve cinesi.

Il dollaro resta centrale nel sistema finanziario

Gli esperti sottolineano che il rafforzamento delle riserve auree non implica un’imminente perdita della centralità del dollaro.

Le banche centrali continuano infatti ad avere bisogno di grandi quantità di valuta altamente liquida per sostenere commercio internazionale, pagamenti e interventi sui mercati valutari.

La strategia cinese viene quindi interpretata come un processo graduale di riequilibrio delle riserve, destinato ad affiancare il dollaro piuttosto che sostituirlo nel breve periodo.

Prospettive: perché l’Oro potrebbe continuare ad attirare capitali

All’inizio del quarto trimestre, le quotazioni internazionali dell’Oro si sono mantenute intorno ai 4.100 dollari l’oncia, mentre sul mercato di Shanghai i prezzi si sono attestati intorno ai 900 yuan al grammo.

L’avvicinarsi della stagione dei consumi di fine anno, unito alle persistenti incertezze macroeconomiche, potrebbe continuare a sostenere la domanda di Oro sia da parte dei risparmiatori sia delle istituzioni.

La combinazione tra acquisti delle banche centrali, crescente interesse degli investitori privati e ricerca di strumenti di protezione del patrimonio conferma il ruolo sempre più strategico del metallo prezioso nell’economia cinese.

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