Oro: la Cina accumula riserve record e costruisce un nuovo sistema finanziario globale

Oro, le banche centrali approfittano del calo per aumentare le riserve

Il mercato dell’Oro attraversa una fase correttiva, con due mesi consecutivi in territorio negativo, una dinamica che non si osservava dalla fine del 2024. A pesare sui metalli preziosi sono le aspettative di un possibile rialzo dei tassi di interesse, alimentate dall’aumento dei prezzi energetici e dalle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.

Domanda istituzionale in crescita: banche centrali protagoniste

Acquisti in forte aumento nel primo trimestre

Nonostante la debolezza dei prezzi, le banche centrali hanno intensificato gli acquisti di Oro, sfruttando la fase ribassista come opportunità strategica. Nel primo trimestre del 2026, gli acquisti netti del settore pubblico hanno raggiunto 244 tonnellate, in crescita rispetto alle 208 tonnellate del trimestre precedente, secondo i dati del World Gold Council.

Tra i principali acquirenti figurano Polonia, Uzbekistan e Cina, anche se una parte degli acquisti non è stata ufficialmente comunicata.

Vendite selettive ma domanda netta positiva

Parallelamente, alcune istituzioni hanno ridotto le proprie riserve. Paesi come Turchia, Russia e Azerbaigian hanno venduto complessivamente circa 115 tonnellate di Oro, spesso per esigenze macroeconomiche specifiche.

Nonostante queste cessioni, il saldo complessivo resta positivo, segnalando un interesse strutturale ancora elevato verso il metallo prezioso.

Prezzo dell’Oro: volatilità e correzione dopo i massimi

Dal record storico alla discesa

Il prezzo dell’Oro ha raggiunto un massimo storico vicino ai 5.600 dollari per oncia a fine gennaio 2026, per poi subire una correzione significativa del 12% nel mese di marzo, la più marcata dal 2008. Anche aprile prosegue in territorio negativo con un calo del 2%.

Secondo gli analisti, questa fase correttiva ha rappresentato un punto di ingresso favorevole per gli investitori istituzionali.

Impatto del contesto geopolitico

Le tensioni internazionali, in particolare il conflitto con l’Iran, hanno contribuito a deteriorare il quadro di breve periodo. Inoltre, la rottura di livelli tecnici chiave ha rafforzato la pressione ribassista.

Analisi tecnica Oro: livelli chiave e scenari

Supporti e resistenze principali

Nel breve periodo, l’Oro ha perso la soglia dei 5.000 dollari, insieme alle medie mobili a 50 e 100 giorni, segnalando debolezza tecnica.

  • Resistenza principale: area 5.600 dollari (massimi storici)
  • Supporto chiave: area 4.000 dollari

Il trend di lungo periodo resta comunque positivo finché i prezzi si mantengono sopra questa soglia.

Strategie operative

Dal punto di vista operativo, la fascia tra 4.000 e 4.100 dollari può rappresentare un’area interessante per accumulare Oro in ottica di medio-lungo termine.

Segnali di ripresa del trend rialzista potrebbero emergere con il recupero stabile dell’area 4.700 dollari.

Al contrario, una rottura decisa sotto i 3.900 dollari potrebbe aprire la strada a ulteriori ribassi fino a quota 3.300 dollari.

Oro e politica monetaria: fattori determinanti

Le prospettive sui tassi di interesse restano il principale driver del mercato dell’Oro. Un contesto di tassi elevati tende infatti a penalizzare il metallo prezioso, che non offre rendimenti.

Tuttavia, la domanda delle banche centrali continua a rappresentare un elemento di sostegno strutturale, contribuendo a mantenere un outlook positivo nel lungo periodo.

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