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Tether costruisce una rete di investimenti tra crypto, Oro e materie prime

La strategia di investimento di Tether appare sempre più simile a una riserva multifunzionale, dove asset digitali, Oro e commodities agricole convivono come elementi di una stessa architettura finanziaria orientata alla stabilità e alla diversificazione.

In Italia il nome Tether è ormai familiare anche a chi resta distante dal mondo delle criptovalute. Il motivo non è solo l’emissione della stablecoin più utilizzata a livello globale, ma anche il peso assunto dalla società nel capitale della Juventus, di cui detiene l’11,5%, con una presenza nel consiglio di amministrazione e una linea manageriale spesso critica nei confronti di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann.

Il cuore crypto degli investimenti di Tether

Exchange, wallet e sistemi di pagamento digitali

Come prevedibile, una parte rilevante delle risorse di Tether è destinata allo sviluppo dell’ecosistema crypto. La società ha acquisito una partecipazione in Bit2Me, primo exchange di area ispanofona autorizzato a operare in tutti i Paesi dell’Unione europea secondo il regolamento MiCa, contribuendo a un aumento di capitale da 30 milioni di euro.

Parallelamente, Tether ha investito in diversi wallet digitali, come Zengo e Sorted Wallet, e in piattaforme di pagamento in criptovalute quali KEM, Lydian, Citypay, Oobit, Fizen e XREX, con l’obiettivo di favorire l’adozione su larga scala delle valute digitali.

Mining, infrastrutture e normalizzazione del Bitcoin

Tether detiene circa il 18% di Bitdeer, società quotata al Nasdaq con sede a Singapore, attiva sia nel mining di bitcoin sia nella fornitura di potenza di calcolo a terzi. Una scelta coerente con l’interesse a garantire solidità infrastrutturale a un sistema che poggia su riserve di bitcoin considerate rilevanti anche dalle autorità statunitensi.

In questa direzione si inserisce anche l’investimento in Jan3, realtà che collabora con governi e istituzioni per integrare il bitcoin nei sistemi economici tradizionali. A ciò si aggiunge il supporto a Quantoz per il lancio delle stablecoin regolamentate EURQ e USDQ, basate sull’infrastruttura Hadron by Tether, e la partnership con Ledn, che consente di ottenere prestiti garantiti da bitcoin o stablecoin senza liquidare i propri asset.

Materie prime agricole e credito alle commodities

L’ingresso nel settore agroindustriale

La diversificazione di Tether non si limita agli asset digitali. Nell’estate recente la società ha acquisito il 70% di Adecoagro per 600 milioni di dollari, entrando direttamente nella produzione di latticini in Argentina, riso in Uruguay e zucchero ed etanolo in Brasile.

Una parte dell’energia derivante dalle biomasse agricole sarà destinata al mining di bitcoin, ma l’operazione risponde anche a una logica finanziaria più ampia: il settore delle commodities è oggi caratterizzato da una forte domanda di credito, dopo il progressivo disimpegno delle banche tradizionali.

Prestiti e pagamenti internazionali

Tether ha già erogato circa 1,5 miliardi di dollari in finanziamenti a operatori attivi in petrolio, grano, cotone e altre materie prime, dichiarando l’intenzione di ampliare significativamente questa attività. Secondo diverse analisi, il possesso di asset capaci di generare flussi di cassa costanti rafforza i bilanci e offre una protezione dall’inflazione.

Inoltre, il commercio globale di materie prime si fonda su pagamenti transfrontalieri, un ambito in cui le stablecoin permettono di ridurre tempi e costi. Non è escluso, infine, un futuro sviluppo della tokenizzazione delle commodities agricole, sul modello già adottato da Tether con l’Oro a garanzia del token XAUt.

Oro e royalties: la riserva di valore per eccellenza

L’investimento in Elemental Altus Royalties

Il ruolo centrale dell’Oro emerge chiaramente nell’acquisizione del 31,9% di Elemental Altus Royalties, società specializzata in royalties aurifere. Questo modello consente di beneficiare dei ricavi o della produzione di Oro senza gestire direttamente le attività estrattive.

Secondo il CEO Paolo Ardoino, se il Bitcoin rappresenta una copertura decentralizzata contro l’inflazione monetaria, l’Oro resta una riserva di valore storicamente collaudata, capace di offrire stabilità nei cicli economici più complessi.

Informazione e media: il valore strategico dei contenuti

L’ingresso nel capitale di Chora Media e Be Water

La strategia di Tether include anche il settore dell’informazione. La società ha investito circa 10 milioni di euro in Be Water, acquisendo il 30,4% della holding che controlla Chora Media, leader italiana dei podcast, e Will, uno dei principali canali di informazione su Instagram.

Con questa operazione, Tether è diventata il secondo azionista dopo il fondatore Guido Maria Brera, rafforzando la propria presenza in un ambito chiave come quello della produzione e distribuzione di contenuti.

Una diversificazione atipica nel panorama crypto

Analizzati singolarmente, gli investimenti di Tether possono apparire eterogenei. Osservati nel loro insieme, delineano invece una strategia precisa: uscire dalla sola dimensione crypto per costruire un ecosistema che integri finanza digitale, Oro, materie prime e asset reali.

A differenza di operatori come Coinbase o Binance, che diversificano restando all’interno di perimetri tecnologici affini, Tether sembra puntare a un modello più trasversale, capace di collegare mondo fisico e digitale in un’unica architettura economica.


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